6) Voegelin. La svolta operata da Gioacchino da Fiore.
Voegelin osserva che Gioacchino da Fiore ruppe con la tradizione
agostiniana e applic il simbolo della Trinit al corso della
storia. Egli esamina poi le conseguenze che se ne ebbero.
E. Voegelin, La nuova scienza politica.

 La societ cristiana occidentale risult cos articolata nei due
ordini spirituale e temporale, con il papa e l'imperatore come
supremi rappresentanti sia in senso esistenziale che
trascendentale. Da questa societ, con il suo codificato sistema
di simboli, emergono i problemi moderni della rappresentanza, con
la rinascita dell'escatologia del regno. Il movimento ha avuto una
lunga preistoria sociale e intellettuale, ma il desiderio di una
ridivinizzazione della societ ha dato vita a un proprio definito
simbolismo solo verso la fine del secolo dodicesimo. La nostra
analisi prender quindi le mosse dalla prima chiara e completa
espressione dell'idea, nella persona e nell'opera di Gioacchino da
Fiore.
Gioacchino ruppe con 1a concezione agostiniana della societ
cristiana quando applic il simbolo della Trinit al corso della
storia. Nella sua concezione la storia del genere umano si
articola in tre periodi, corrispondenti alle tre persone della
Trinit. Il primo periodo del mondo  stato l'et del Padre; con
la venuta di Cristo  cominciata l'et del Figlio. Ma l'et del
Figlio non sar l'ultima: essa sar seguta da una terza et,
quella dello Spirito Santo. Ci che caratterizza le tre et  un
sensibile incremento di pienezza spirituale. Nella prima et si
afferm la vita dell'uomo profano; nella seconda et fior la vita
attivo-contemplativa del sacerdote; nella terza si avr la
fioritura della perfetta vita spirituale del monaco. Inoltre, le
tre et, secondo la concezione gioachimitica, presentano analoghe
strutture interne e una durata calcolabile. Dal confronto delle
strutture risulta che ciascuna et si apre con una triade di
figure preminenti, cio con due precursori, seguiti dal leader
della rispettiva et; e, dal calcolo della durata, risulta che
l'et del Figlio sarebbe finita nel 1260. Il leader della prima
et fu Abramo, il leader della seconda fu Cristo e Gioacchino
predisse che nel 1260 sarebbe apparso il Dux e Babylone, il leader
della terza et.
Nella sua escatologia trinitaria Gioacchino mise a punto il
complesso di simboli sui quali si  fondata, fino ai nostri
giorni, l'autointerpretazione della moderna societ politica.
Il primo di questi simboli  la concezione della storia come
successione di tre et, la terza delle quali costituisce il Terzo
Regno finale. Sono mere varianti di questo simbolo il
periodizzamento umanistico ed enciclopedistico della storia in
storia antica, medievale e moderna; la teoria di Turgot e di Comte
della successione delle tre fasi: teologica, metafisica e
scientifica; la dialettica hegeliana dei tre stadi della libert e
della piena esplicazione dello spirito autocosciente; la
dialettica marxiana dei tre stadi del comunismo primitivo, della
societ classista e del comunismo terminale; e, infine, il simbolo
nazionalsocialista del Terzo Regno - bench qui si tratti di un
caso particolare che richiede ulteriori precisazioni.
Il secondo simbolo  quello del leader. Esso ebbe immediata
influenza nel movimento dei francescani spirituali che videro in
san Francesco l'adempimento della profezia gioachimitica; e la sua
influenza risult accresciuta dalla speculazione dantesca sul Dux
della nuova et della spirito. Se ne pu ravvisare la presenza
nelle figure paracletiche, negli homines spirituales e negli
homines novi, del tardo Medioevo, del Rinascimento e della
Riforma;  individuabile anche come componente nel Principe di
Machiavelli; nel periodo della secolarizzazione esso ricompare nel
superuomo di Condorcet, di Comte e di Marx, finch giunge a
dominare la scena contemporanea attraverso i leaders paracletici
dei nuovi regni.
Il terzo simbolo, che talvolta si confonde con il secondo, 
quello del profeta della nuova et. Perch l'idea di un Terzo
Regno finale abbia validit ed efficacia, il corso della storia
come un tutto intelligibile e significativo dev'essere considerato
accessibile alla conoscenza umana, attraverso una rivelazione
diretta o una gnosi speculativa. Ecco perch il profeta gnostico
o, nelle successive fasi di secolarizzazione, l'intellettuale
gnostico diventa un elemento caratteristico della civilt moderna.
Gioacchino stesso  il primo esemplare di questa specie.
Il quarto simbolo  quello della fratellanza di persone autonome.
La terza et di Gioacchino, merc la nuova discesa dello Spirito,
trasformer gli uomini in membri del nuovo regno senza la
mediazione sacramentale della grazia. Nella terza et la Chiesa
cesser di esistere, perch i doni carismatici, che sono necessari
per la vita perfetta, raggiungeranno gli uomini senza
l'intermediario dei sacramenti. Gioacchino concep in concreto la
nuova et come un ordine di monaci, tuttavia in tal modo risult
formulata, in linea di principio, anche l'idea di una comunit di
persone spiritualmente perfette che possono vivere insieme senza
bisogno di una autorit istituzionale. Quest'idea ammetteva
infinite variazioni. Se ne possono scoprire le tracce, con diverso
grado di purezza, nelle stte del Medioevo e del Rinascimento,
come pure nelle Chiese puritane dei santi; nella sua forma
secolarizzata essa  diventata una componente decisiva del credo
democratico contemporaneo; ed  inoltre il nucleo dinamico del
misticismo marxiano del regno della libert e del deperimento
dello stato.
Il Terzo Regno nazionalsocialista  un caso particolare. Certo, la
profezia millenarista di Hitler deriva in maniera evidente dalla
speculazione gioachimitica, passata in Germania attraverso l'ala
anabattista della Riforma e del cristianesimo giovanneo di Fichte,
Hegel e Schelling. Tuttavia, l'applicazione concreta dello schema
trinitario al primo Reich germanico che termin nel 1806, al Reich
bismarkiano che termin nel 1918 e al Dritte Reich del movimento
nazionalsocialista, appare pedestre e provinciale se la si
confronta con la speculazione storica a carattere universale degli
idealisti tedeschi, di Comte o di Marx. Questa impronta
nazionalistica e provinciale  dovuta al fatto che il simbolo del
Dritte Reich non  scaturito dallo sforzo speculativo di un grande
filosofo, ma  stato desunto da una pubblicistica di bassa lega. I
propagandisti nazionalsocialisti lo trassero dall'opuscolo di
Moeller van den Bruck pubblicato appunto con quel titolo. E
Moeller, che non aveva affatto propensioni nazionalsocialiste, lo
aveva ritenuto un simbolo conveniente nel corso del suo lavoro
sull'edizione tedesca di Dostoievskij. L'idea russa della Terza
Roma  caratterizzata dalla commistione di un'escatologia del
regno dello spirito con la sua realizzazione ad opera di una
societ politica, al pari dell'idea nazionalsocialista del Dritte
Reich.
E. Voegelin, La nuova scienza politica, traduzione di R. Pavetto,
Borla, Torino, 1968, pagine 181-184.
